L’incertezza economica e l’esigenza negli investitori di una maggiore sicurezza potrebbero spingere il metallo giallo verso nuovi record. Ma sullo sfondo si sta facendo strada anche l’argento, sostenuto soprattutto da fattori di carattere tecnico
Gli occhi degli investitori sono tutti puntati sull’oro che, grazie alla convergenza di fattori strutturali e ciclici, potrebbe continuare a essere protagonista in questo 2025. Lo scorso 22 aprile, le quotazioni del metallo giallo hanno raggiunto un nuovo massimo storico a 3.509,9 dollari l’oncia e, nonostante i numeri record (+27% la performance da inizio anno, + 80% quella a 3 anni), gli addetti ai lavori sono convinti che la corsa sia destinata a proseguire. Ma nelle ultime settimane i riflettori si sono accesi anche sull’argento, che dai minimi dello scorso aprile ha messo a segno un balzo di oltre il 30%, raggiungendo i 36 dollari l’oncia (quotazioni aggiornate al 10 giugno). E oggi entrambe le commodity hanno tutte le carte in regola per potersi contendere il primato di performance del 2025: il metallo giallo può trovare un driver importante nelle sue caratteristiche di bene rifugio per eccellenza, mentre l’argento è supportato soprattutto da fattori di carattere tecnico, dato che si mantiene ancora molto lontano dai record storici che sono stati raggiunto il 25 aprile 2011 a 49,82 dollari l’oncia.
Alessandro Valentino product manager presso VanEck
“Lecrescenti tensioni geopolitiche continuano a rafforzare il ruolo dell’oro come bene rifugio, spingendo gli investitori globali verso posizionamenti difensivi”, conferma Alessandro Valentino, product manager di VanEck. “Inoltre, gli acquisti sostenuti di oro da parte delle banche centrali, in particolare nei mercati emergenti, rappresentano un importante supporto, segnalando fiducia nel metallo giallo come riserva strategica”. Nel frattempo, la domanda fisica di oro, sotto forma di lingotti, monete e gioielli, resta solida, specialmente in Asia, dove fattori culturali e stagionali giocano un ruolo determinante. “Degno di nota è il ritrovato interesse da parte degli investitori occidentali, che aggiunge un ulteriore domanda, in particolare attraverso allocazioni strategiche in risposta all’incertezza macroeconomica e alla volatilità dei mercati”, aggiunge ancora Valentino. “Nel complesso, queste dinamiche suggeriscono che l’oro è ben posizionato per rimanere resiliente …
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