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I pericoli legati al clima restano in testa a livello globale. Aumenta la paura per i rischi cyber, ma più tra gli esperti che nei cittadini. Da noi, il 92% teme per la tenuta del sistema previdenziale. Il Future Risks Report di Axa
Cambiamento climatico ma anche instabilità politica, divisioni sociali e tenuta del sistema previdenziale e sanitario. Sono questi i temi che preoccupano di più gli italiani secondo il ‘Future Risks Report 2025’ del Gruppo Axa, che ogni anno indaga insieme a Ipsos i maggiori rischi emergenti percepiti da esperti e cittadini a livello globale. Se la crisi ambientale spaventa tutti, così come le tensioni geopolitiche e l’impatto dell’intelligenza artificiale, il nostro Paese presenta delle specificità: a partire dal persistente timore di nuove pandemie e dalle preoccupazioni per le conseguenze dell’invecchiamento della popolazione.
La top ten dinamica dei rischi

Evoluzione anno per anno dei rischi percepiti nell’ultimo quinquennio da esperti e persone comuni. Fonte: Axa Future Risks Report 2025
Cimate change e pandemie: i timori degli italiani
L’indagine, che ha coinvolto 3.600 esperti di rischio in 57 Stati e 23mila cittadini di 18 Paesi, mostra come gli italiani siano allineati alle tendenze globali e dunque vedano come rischio maggiore il climate change. Resiste al secondo posto, questa volta in controtendenza rispetto alla media europea, l’inquinamento. Ulteriore specificità della classifica tricolore è anche il persistente timore di nuove pandemie e malattie infettive, che progressivamente ha disceso le classifiche del Vecchio Continente ma che da noi resiste in quarta posizione dopo l’instabilità geopolitica. Inoltre, nel nostro Paese, il senso di vulnerabilità e di crescente impatto delle crisi sulla vita quotidiana delle persone rilevato dal report appare leggermente superiore: 97% tra gli esperti contro il 96% rilevato a livello internazionale e 95% nei cittadini a fronte di un più contenuto93% su scala globale.
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Il 92% teme per la tenuta del sistema previdenziale
Particolarmente avvertita è anche la minaccia di divisioni sociali e il senso di frammentazione, riportata dal 53% degli italiani contro il 46% degli europei e il 39% del campione globale. Il fattore principale in tal senso continua a essere l’inasprimento delle disuguaglianze, indicato dal 55% degli intervistati. Altra preoccupazione prioritaria è rappresentata dai rischi demografici. I nostri connazionali si mostrano infatti molto sensibili alle tematiche legate all’aumento delle spese mediche (97% vs 93% a livello global), alla tenuta del sistema previdenziale (92% vs 80%) o di quello sanitario (84% vs 74%) e alle sfide che hanno a che fare sia con l’allungamento della vita sia con la gestione della longevità.
La crisi demografica nelle prospettive degli intervistati

Risposte alla domanda: “Pensi che nei prossimi dieci anni ci sarà il rischio che la situazione demografica nel tuo Paese avrà i seguenti effetti?”. Fonte: Axa Future Risks Report 2025
Quanto alla ricerca di rimedi per affrontare i rischi emergenti, il 64% degli esperti e il 52% dei cittadini sostengono la necessità di soluzioni a livello globale e concordano quasi all’unanimità (91% entrambi i gruppi contro l’83% a livello europeo e l’82% in scala globale) sul fatto che le insidie potrebbero essere parzialmente evitate con una forte azione preventiva.
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Si fa strada la ‘climate fatigue’
Nonostante la classifica su scala globale veda in testa il rischio climatico, non in tutti i Paesi hanno la stessa percezione ed emergono spesso pareri discordanti tra esperti e cittadini: segnale che esiste una certa ‘climate fatigue’, cioè la sensazione di essere sopraffatti e desensibilizzati dal costante bombardamento di informazioni sul tema anche a fronte di uno scenario fortemente influenzato dai conflitti e che quindi sposta l’attenzione. Al secondo posto si conferma l’instabilità geopolitica, che però è in prima posizione per gli esperti europei.
L’AI spaventa più gli esperti dei cittadini
Seguono i rischi cyber, a cui si affiancano quelli legati all’intelligenza artificiale e Big Data: da temi sempre più rilevanti nelle classifiche degli esperti, soprattutto in regioni come l’America e l’Asia, ora sono infatti entrati ora stabilmente nella top ten dei pericoli percepiti anche dai cittadini. Emerge poi un diffuso senso di frammentazione, anche in termini di valori e aspirazioni, particolarmente evidente in Paesi come Germania e Italia. Tra i fattori indicati a livello globale, sia per gli addetti ai lavori (50%) che non (41% a livello globale e 45% in Europa), quello che maggiormente divide è la crescente disuguaglianza economica e sociale. Anche i trend demografici sono percepiti come una minaccia interna significativa, per la pressione che comportano sugli attuali sistemi di previdenza e assistenza-cura: il 93% degli esperti ha infatti paura che crescano i costi a carico degli individui.
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Rischi interconnessi e il ruolo delle assicurazioni
Aumenta intanto la consapevolezza generalizzata di rischi sempre più interconnessi, che richiedono soluzioni olistiche a livello globale (per il 77% degli esperti e il 57% dei cittadini) ma anche forti azioni preventive (86% e 84%) e un maggiore coinvolgimento delle assicurazioni. La pensa in questo modo l’89% degli addetti ai lavori e il 72% delle persone comuni. I valori di coesione sociale, essenziali per sostenere gli sforzi di gestione e mitigazione del rischio, restano infine prioritari: il 72% dei cittadini rifiuta di sacrificare la democrazia in nome di una maggiore efficienza e il 69% difende la libertà di espressione senza restrizioni. “Il Future Risks Report 2025 fotografa ancora una volta un contesto segnato da minacce sempre più interconnesse e da un crescente senso di vulnerabilità di fronte a una società percepita come frammentata”, sottolinea le ceo di Axa Italia Chiara Soldano. Che conclude: “Abbiamo la responsabilità, insita nel nostro mestiere di protezione e nella nostra conoscenza della materia, di accompagnare le persone e la società in questo scenario di trasformazione e contribuire alla resilienza delle nostre comunità”.
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