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State Street: molti Paesi, tra cui il nostro, stanno convergendo verso modelli a contribuzione definita trasferibile e meccanismi di decumulo flessibili. Una tendenza che fa emergere nuovi value pool per i provider di servizi finanziari
Invecchiamento demografico, cambiamenti socioeconomici, discontinuità tecnologica, aumento della longevità e pressioni fiscali crescenti. Sono queste le cinque forze globali che stanno trasformando radicalmente i sistemi pensionistici del mondo. Nonostante le differenze, tutti i Paesi si trovano infatti a dover bilanciare sostenibilità e adeguatezza delle prestazioni e la maggior parte sta convergendo verso modelli a contribuzione definita trasferibile con meccanismi di decumulo flessibili. Uno scenario che apre numerose opportunità per il settore dei servizi finanziari, chiamato a rispondere con soluzioni scalabili. È quanto emerge dal Reimagining Retirement di State Street, secondo cui per l’Italia la prima sfida è quella di rafforzare la previdenza complementare.
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L’Italia e la sfida demografica
La ricerca, la prima di una serie completa dedicata al tema, ha analizzato l’Italia insieme ad altri 14 Paesi delle cinque principali aree geografiche. Secondo il Global Retirement Report di State Street, il nostro resta uno degli Stati OCSE con la più elevata spesa previdenziale pubblica, pari a circa il 16% del PIL: oltre dieci milioni di pensionati dipendono principalmente dal sistema statale facente capo all’Inps. L’invecchiamento della popolazione, il calo della natalità e la riduzione del rapporto tra lavoratori attivi e a riposo stanno però mettendo sotto pressione la sostenibilità del sistema a ripartizione mentre la diffusione di carriere discontinue e la crescita del lavoro autonomo contribuiscono a ridurre la base contributiva.
Previdenza complementare ancora di nicchia
Uno scenario dal quale dipende la crescita del ruolo potenziale della previdenza complementare, che nel 2024 contava quasi dieci milioni di aderenti e 243 miliardi di euro di patrimonio: circa il 10% del PIL. Tuttavia, viene sottolineato nel report, il secondo pilastro resta ancora concentrato all’interno di nicchie: nelle imprese più grandi, tra i lavoratori più istruiti e nelle aree economicamente più dinamiche del Paese. Stesso discorso per la previdenza personale, basata sui Piani individuali pensionistici, che offre strumenti flessibili di accumulo ma rimane limitata per diffusione e attrattività. A far da freno, in questo caso, sono soprattutto le commissioni elevate ma anche le strategie di investimento conservative e gli incentivi fiscali contenuti: tutti fattori che riducono l’appeal di questo universo soprattutto tra giovani e autonomi.
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La sfida più urgente
Secondo gli esperti di State Street, il sistema sta però iniziando a modernizzarsi. “L’accesso digitale ai servizi pubblici tramite MyInps sta alzando le aspettative degli utenti”, si legge, “mentre l’ecosistema dei fondi pensione mostra spazi di innovazione nella gestione digitale delle posizioni degli aderenti così come nell’integrazione dei dati e nei modelli di consulenza e distribuzione”. Non solo: l’ampio divario di partecipazione tra generi, territori e generazioni evidenzia il potenziale di crescita della previdenza integrativa. La sfida per l’Italia e per i suoi operatori, viene sottolineato, sarà quindi quella di rafforzare la sostenibilità del primo pilastro pubblico e di ampliare al contempo l’accesso e l’attrattività delle forme di previdenza complementare. Con l’obiettivo di trasformare un sistema storicamente Stato-centrico in un “modello più equilibrato e resiliente di fronte ai profondi cambiamenti demografici ed economici”.
Le opportunità per il settore dei servizi finanziari
Viste le sfide, in Italia come nel resto del mondo sta quindi emergendo una nuova mappa di occasioni di miglioramento che il report definisce value pool redditizi: aree di opportunità concentrate in cui i provider di servizi finanziari possono generare valore risolvendo i problemi più urgenti legati all’invecchiamento della popolazione. Gli esperti rimarcano come i risultati previdenziali siano sempre più influenzati dalla struttura, dalla governance e dall’esecuzione del framework in cui la pensione viene percepita anziché prodotti isolati o soluzioni specifiche. A loro parere, quindi, la convergenza delle pressioni demografiche, politiche e dei mercati dei capitali, farà sì che “le istituzioni in grado di coordinare l’architettura, la consulenza e l’execution su larga scala saranno in una posizione migliore per garantire un reddito duraturo, gestire il rischio e mantenere la fiducia nel tempo”.
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