Un ricerca Fidelity-NICA ha comparato l’aspettativa media di vita con l’attesa sulla durata dei risparmi previdenziali. Ne emerge che il 57% degli italiani è sotto-pianificato
Oltre la metà degli italiani over 50 rischia di passare ben dieci anni della propria vita da pensionato senza risparmi sufficienti per vivere dignitosamente. È questa la preoccupante conclusione a cui è giunta una ricerca globale condotta da Fidelity International in partnership con il National Innovation Centre for Ageing (NICA). Lo studio ha comparato l’attesa delle persone sulla durata dei propri accantonamenti previdenziali con l’aspettativa media di vita nel loro Paese. Ne emerge un crescente divario a livello globale, oggi pari appunto a un decennio, tra l’aumento della longevità e la preparazione finanziaria. Tale gap interessa due persone su cinque (42%) di età pari o superiore a 50 anni a livello generale, ma sale al 57% per il nostro Paese.
L’analisi, intitolata ‘The longevity revolution: preparing for a new reality’, ha riguardato 13 mercati e oltre 11.800 individui over 50, evidenziando la necessità improrogabile da parte dei lavoratori di ripensare al modo in cui si preparano a una vita più lunga. Si stima, infatti, che entro il 2050, ben 3,67 milioni di persone nel mondo raggiungeranno i cento anni di età, dalle 451mila del 2015. Se si prende questo come paramento, la percentuale di chi rischia di restare senza risparmi negli ultimi dieci anni di esistenza sale all’81% a livello globale e all’89% in Italia: quasi un individuo su due.
Cosmo Schinaia, head of Southern Europe and Latam di Fidelity International
“Le persone oggi vivono più a lungo rispetto al passato, ma molti continuano a prepararsi alla pensione secondo modelli appartenenti alle generazioni precedenti”, sottolinea Cosmo Schinaia, head of Southern Europe and Latam di Fidelity International. Tuttavia, precisa l’esperto, “con una pianificazione adeguata, una vita più lunga può trasformarsi in un’opportunità positiva: ciò richiede però un cambiamento di mentalità e interventi tempestivi”.
L’ottimismo rimane
Nonostante la mancanza di preparazione, la ricerca di Fidelity ha rilevato comunque un senso di ottimismo rispetto al tema previdenza. A livello globale, infatti, due pensionati su tre (68%) descrivono le loro prospettive come positive, rispetto a poco più della metà (56%) di chi deve ancora andare a riposo. Il dato, sottolineano gli esperti, suggerisce quindi che la fiducia spesso cresce una volta passati alla fase successiva della propria vita. In Italia, la quota di pensionati fiduciosi rispetto al proprio futuro è più alta, con il 68% che vede rosa, a fronte di un solo prepensionato su due (50%). L’ottimismo è evidente anche nel diverso atteggiamento nei confronti del lavoro e dell’invecchiamento. A livello globale, sette su dieci (70%) tra chi è ancora operativo hanno affermato che probabilmente, in qualche modo, lavoreranno durante la pensione, principalmente per rimanere mentalmente e fisicamente attivi (38%) più che per reale necessità finanziaria (26%).
La ricerca mostra poi che chi ha intrapreso azioni per pianificare la propria pensione, come accantonare una determinata somma o identificare potenziali flussi di reddito, si sente significativamente più preparato per la vita dopo il lavoro su tutti e quattro i fronti necessari per stare bene, non solo dal punto di vista economico. Questi pilastri di una vita longeva sono: stabilità finanziaria, salute fisica, benessere emotivo e connessioni sociali. Per gli esperti di Fidelity, tale atteggiamento indica che un’adeguata preparazione serve quindi come fondamento non solo per la sicurezza finanziaria di lungo termine ma anche per il mantenimento di determinanti critiche di un benessere olistico in età avanzata. “Quando la situazione finanziaria è solida, le persone hanno la possibilità di investire di più nella propria salute, mantenere relazioni sociali significative e affrontare il periodo della pensione con maggiore serenità e fiducia. Al contrario, in assenza di stabilità economica, l’intero equilibrio personale e sociale può risultare compromesso”, fa notare Schinaia.
Cinque step per una pensione serena
Il report indica quindi cinque fattori per creare una tabella di marcia in grado di aiutare le persone a prosperare in periodi di pensionamento più lunghi. Il primo è quello di affrontare in anticipo i timori circa le proprie finanze. Una consulenza e un’educazione finanziaria tempestive possono infatti ridurre incertezza e stress, aiutando i lavoratori a fare scelte consapevoli e a costruire fiducia a lungo termine. Secondo step è favorire l’innovazione tecnologica: piattaforme digitali, strumenti basati sull’AI e una guida personalizzata possono colmare le lacune nell’alfabetizzazione finanziaria consentendo ai singoli di pianificare in modo più efficace. Terzo passo cruciale è dare priorità alla salute e all’assistenza, affrontando tempestivamente le esigenze in questo ambito e eliminando così le principali incertezze. Anche creare fiducia nei sistemi e nelle istituzioni pubbliche è importante. E questo può avvenire attraverso una comunicazione trasparente, prodotti affidabili e quadri politici coerenti. Infine è necessario sostenere il benessere olistico, intervenendo con anticipo su tutti e quattro i fronti (finanziario, fisico, emotivo e sociale). “Una vita più lunga dovrebbe rappresentare un obiettivo da desiderare, non da temere. Oggi abbiamo l’opportunità concreta di creare le condizioni affinché le persone possano godere di un pensionamento più esteso e soddisfacente”, conclude Schinaia.
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