Articolo pubblicato su FR MAGAZINE | Novembre – Dicembre 2020 |
Il settore, oggi sotto i riflettori a causa della pandemia, è sostenuto da dinamiche strutturali che ne garantiranno una crescita sostenibile nel lungo periodo. Tra i sottosettori più interessanti biotech, medtech e assistenza sanitaria
Adeline Salat-Baroux, fund manager dell’Edmond de Rothschild Fund Healthcare
In una pandemia, appare quasi scontato scommettere sull’healthcare. La domanda è se il settore abbia prospettive di crescita sostenibile nel tempo. E la risposta sembra essere positiva. “L’healthcare può essere attualmente un settore in fermento, ma sta anche godendo di una crescita strutturale. La spesa globale per l’assistenza sanitaria è in aumento nei Paesi sviluppati e vede una crescita a due cifre nelle zone in via di sviluppo. E l’innovazione è il motore del settore”, osserva Adeline Salat-Baroux, fund manager dell’Edmond de Rothschild Fund Healthcare. La crisi attuale, commenta Salat-Baroux, ha dimostrato la capacità dei grandi gruppi farmaceutici, delle biotecnologie e delle società di tecnologia medica di ideare nuovi approcci. “Tra le innovazioni più promettenti vi sono naturalmente gli sviluppi terapeutici, soprattutto in immunologia e immuno-oncologia, dove i ricavi sono in forte crescita. Ci sono anche molte innovazioni tecnologiche nel campo della genomica, della robotica e della salute digitale”, afferma la fund manager, che ritiene particolarmente interessanti le valutazioni odierne del settore farmaceutico e delle più grandi società biotecnologiche. “Attualmente – prosegue Salat-Baroux – sono scambiate con uno sconto del 23% rispetto all’S&P500, un record di 30 anni. E non solo il settore è sulla difensiva, ma offre anche una buona visibilità sulla crescita dei guadagni a lungo termine, grazie a un aumento regolare e sostenibile della domanda e dell’innovazione”.
Zehrid Osmani, gestore del fondo Legg Mason Martin Currie Global Long-Term Unconstrained
Anche Zehrid Osmani, gestore del fondo Legg Mason Martin Currie Global Long-Term Unconstrained, condivide l’idea che il settore sarà sostenuto da trend strutturali: sviluppi demografici e tecnologici, necessità di aumentare l’accesso alle cure. Osmani evita però il settore farmaceutico, “dato che queste aziende hanno in genere prospettive di crescita inferiori, scarsa produttività legata agli investimenti in ricerca e sviluppo e rendimenti inferiori sul capitale investito, e devono far fronte alla scadenza dei brevetti e alla concorrenza dei generici, nonché alla pressione sui prezzi e la relativa riduzione dei budget sanitari in tutto il mondo”. Pollice alzato, invece, per le società di MedTech, che “offrono maggiori opportunità per profili di crescita e rendimenti interessanti e tendono a operare in segmenti di nicchia del mercato, dove le barriere all’ingresso sono più elevate, le pressioni concorrenziali sono minori, le minacce normative sono inferiori e il potere di determinazione dei prezzi è più forte”. Anche Osmani vede un potenziale di crescita molto forte nella genomica, su cui si prevede una crescita del 12% annuo nel prossimo quinquennio, e sulle aree dell’assistenza domiciliare e del monitoraggio sanitario a distanza e dell’assistenza sanitaria in generale, dove si trovano “aziende di dispositivi medici che offrono prodotti interessanti in aree di nicchia della diagnostica”. Nel campo delle apparecchiature ospedaliere, ci sono società attive in segmenti critici di nicchia come la pulsossimetria, mercato con interessanti opportunità di crescita a lungo termine sia nella spesa ospedaliera, ma anche nell’assistenza domiciliare privata”. Interessante, per Osmani, anche il settore dei software in ambito sanitario.
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