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Un viaggio fra crisi e risalite dell’economia e dei mercati finanziari attraverso la lente delle consistenze patrimoniali dei risparmiatori del nostro Paese
Nel corso dei primi vent’anni del XXI Secolo, l’economia globale è stata messa duramente alla prova da una lunga catena di crisi finanziarie (e non), che hanno impattato duramente sulle realtà economiche dei diversi Paesi ma soprattutto sulle scelte di investimento e sui portafogli dei loro cittadini. Attraverso la rielaborazione dei conti finanziari pubblicati da Banca d’Italia, è possibile analizzare gli effetti di queste crisi sulla composizione del portafoglio delle attività finanziarie delle famiglie italiane. Ciascuna crisi, esplosa per ragioni e fattori molto diversi tra loro, ha infatti poi delineato scelte precise da parte degli investitori tricolore circa l’allocazione del proprio risparmio.
La bolla di internet
La prima crisi del nuovo Millennio è stata lo scoppio della bolla delle società “Dotcom” a cavallo del 2000-2001. Si è trattato di una bolla speculativa azionaria legata allo sviluppo del settore informatico e in particolar modo alla crescita di Internet. Il portafoglio finanziario degli italiani alla fine del secolo scorso (1999), prima della crisi, si attestava a circa 2.830 miliardi di euro. La liquidità in depositi era ai minimi storici (23,6%), i titoli di stato italiani si attestavano al 6% e l’euforia sui mercati azionari aveva portato il peso delle azioni quotate in portafoglio a un massimo mai raggiunto (pre e post-crisi) pari a circa il 5,5% (150 miliardi di euro). Sempre alla fine del 1999, […]

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