Aifi-PwC: la raccolta cala del 46% a 3.570 milioni di euro, gli investimenti si riducono del 22% a 11.610 milioni. Pochi i grand deal, mentre crescono le operazioni sulle pmi
Venture capital in crescita, private equity in difficoltà e infrastrutture in discesa: si chiude con un bilancio in grigio il 2025 del mercato italiano del capitale di rischio, che lo scorso anno ha mostrato “alcuni sintomi di fragilità”. È quanto emerge dall’abituale analisi condotta da Aifi in collaborazione con PwC Italia, secondo cui la raccolta complessiva si è attestata a 3.570 milioni di euro. Un risultato nell’ambito del quale 2.856 milioni sono arrivati dal mercato, facendo segnare un calo del 46% rispetto ai 6.673 milioni dell’anno prima.
In leggero aumento il numero di operatori che hanno svolto attività di fundraising, 44 dai 42 del 2024, mentre l’ammontare investito si è fermato a 11.610 milioni in scia a una contrazione del 22% dovuta soprattutto alla frenata del comparto infrastrutturale. Escludendo quest’ultimo, il totale è stato infatti praticamente in linea con i dodici mesi precedenti: di 8.570 milioni contro i precedenti 8.741, per una variazione di appena il 2%. A livello di fonti, il 22% dei capitali deriva dal settore pubblico: i fondi di fondi istituzionali cubano 524 milioni, seguiti da investitori individuali e family office (21%, 490 milioni) così come da fondi pensione e casse di previdenza (19%, 442 milioni). La componente domestica ha rappresentato l’83%, mentre il peso di quella estera è stato del 17%.
Grandi deal cercasi
L’analisi evidenzia come l’anno scorso siano stati realizzati cinque large deal e otto mega deal, che insieme sono valsi il 44% dei 5.154 milioni complessivamente investiti. Nel 2024 erano stati invece dieci e sei, per un peso del 59% e un totale di 8.833 milioni. In particolare, sono aumentate le operazioni dall’ammontare inferiore ai 150 milioni: questa categoria ha registrato il valore più alto di sempre, con incassi per 6,5 miliardi (+6%). Il numero di deal si è attestato a 887, in crescita del 21%, e a far da triano è stata ancora l’attività di venture capital: il segmento ha mostrato una crescita del 30% del numero di iniziative a quota 568 e del 46% degli importi, arrivati a 1.349 milioni. I buy out, con 6.246 milioni e 210 operazioni, si sono classificati al primo posto in termini di controvalore grazie a aumento del 14% del numero e nonostante una contrazione del 4% degli investimenti. Gli interventi in infrastrutture sono stati 30 (-23%) e hanno attratto 3 miliardi dai 6,1 dei 12 mesi prima. Infine, nel segmento dell’expansion, sono stati investiti 792 milioni (+14%).
Si conferma poi elevato l’interesse dei soggetti internazionali per il nostro mercato: nel 2025, infatti, il 73% dell’ammontare complessivo è stato investito da operatori esteri (8.433 milioni). Al primo posto per numero di investimenti si è piazzato ancora il comparto Ict, con il 32% delle operazioni totali, seguito dai beni e servizi industriali (15%) e dal medicale (13%). Considerando invece l’ammontare, è il settore dell’energia e dell’ambiente a farla da padrone grazie a un’incidenza del 30% sul valore complessivo. A livello geografico la regione che ha totalizzato la gran parte delle operazioni è la Lombardia, con il 47% del numero degli investimenti in Italia, seguita da Lazio (10%) e Piemonte (7%).
Disinvestimenti in calo
L’ammontare disinvestito al costo di acquisto delle partecipazioni è stato pari a 4.661 milioni, in calo del 19% rispetto ai 5.727 milioni dell’anno precedente. Le exit sono state 184, in aumento del 17%. Il canale maggiormente utilizzato per abbandonare le proprie posizioni è stato la vendita a un soggetto industriale in termini di numero, con 69 exit (37% del totale), mentre in termini di ammontare ha prevalso la vendita ad altri operatori di private equity (2.049 milioni e 44% di incidenza).
“Nel corso del 2025 abbiamo assistito abbiamo visto la finanza per le pmi crescere e a realizzare il miglior risultato di sempre grazie a 6,5 miliardi di investimenti”, sottolinea il presidente dell’Aifi Innocenzo Cipolletta, che riassume: “Si vede un incremento dell’ammontare destinato al venture capital con 1,3 miliardi e nell’expansion, che ha attratto 792 milioni di euro”. Dopo un primo semestre 2025 “molto positivo”, evidenzia il partner di Pwc Italia e Private Equity leader Francesco Giordano, si è assistito a una significativa contrazione nella seconda metà dell’anno in scia a a una una “riduzione dell’ammontare investito pari al 42%”. “Ne hanno risentito i segmenti delle infrastrutture e dei buyout”, aggiunge in particolare, “che hanno sofferto l’assenza delle grandi operazioni osservate invece nei periodi precedenti”.
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