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Secondo l’outlook della casa, condizioni finanziarie più rigide e meno liquidità stanno spingendo gli investitori verso l’Europa. Ma per cogliere le opportunità serve selezione. Nel private equity occhi sul lower mid-market mentre nel mercato del debito la parole d’ordine è dispersione. Real estate tra stabilizzazione e nuove nicchie
“I mercati privati sono entrati in una fase di transizione”. È questa la fotografia scattata da Candriam, che nel suo ultimo outlook sul settore evidenzia un cambio di paradigma dopo anni di liquidità abbondante e valutazioni in crescita. In un contesto più complesso, dove tassi alti si mescolano a vincoli di rifinanziamento più stringenti e maggiore selettività, gli esperti della casa sono infatti convinti che il capitale si sta progressivamente spostando verso segmenti considerati più resilienti: a partire dal lower mid-market europeo per il private equity. Un trend che apre opportunità ma impone anche di usare selettività.
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Fine di un ciclo e ritorno alla selettività
Il punto di partenza adottato da Candriam nella sua analisi è che, dopo un decennio caratterizzato da condizioni finanziarie accomodanti, il contesto per i mercati privati è cambiato radicalmente. Il rialzo dei tassi e la minore disponibilità di liquidità hanno reso più complesso il funding, incidendo sulle valutazioni e sulle prospettive di exit. Scenario che, secondo la società, impone un approccio più disciplinato per andare a caccia di opportunità. “La capacità di individuare operazioni differenziate e di applicare criteri rigorosi di sottoscrizione diventa un fattore critico di successo”, si legge infatti all’interno dell’outlook. Viene inoltre osservato come emerga una crescente dispersione delle performance tra asset e settori, che penalizza strategie generaliste per premiare operatori specializzati e ad alta selettività. La creazione di valore torna così a dipendere maggiormente da leve industriali e operative, piuttosto che da un quadro macro favorevole.
Rotazione geografica: l’Europa torna attrattiva
Uno dei trend più evidenti osservati dalla casa di gestione belga è la riallocazione del capitale verso l’Europa, favorita dall’incertezza che interessa gli Stati Uniti sul piano non solo macroeconomico ma anche politico e valutativo. “La selettività e la diversificazione settoriale sono sempre più importanti”, osserva non a caso il deputy head of italian branch Emanuele Colombo, sottolineando come l’accesso agli asset privati avvenga sempre più tramite partnership con operatori specializzati. Ma la crisi di fiducia degli States, secondo Candriam, non l’unico motivo a spiegare il successo del Vecchio Continente. Il mercato europeo offre infatti punti di ingresso più interessanti e un miglior profilo di rendimento corretto per il rischio, si legge nell’outlook, soprattutto in alcuni segmenti meno affollati. Vantaggi che stanno attirando flussi di capitale anche da investitori globali, contribuendo a rafforzare la profondità del mercato. Si osserva ad esempio un progressivo spostamento verso strategie small e mid-cap, considerate più efficienti in un contesto di maggiore competizione sugli asset large-cap.
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Lower mid-market: valutazioni e valore industriale per il private equity
Secondo l’indagine sul private equity europeo 2026 condotta da Roland Berger, che viene citata nel report, tre quarti degli operatori di private equity prevedono per il 2026 un’attività di M&A superiore a quella del 2025 grazie non solo alla maggiore disponibilità di debito ma anche alla maggiore visibilità sui prezzi e a una consistente pipeline di exit posticipate. Un ulteriore segnale incoraggiante è rappresentato dal fatto che i fondi mid-market in Europa hanno raccolto la cifra record di 53 miliardi di euro nel 2025, con un aumento del 35% su base annua, a testimonianza della fiducia sostenuta degli investitori in questo segmento di mercato. I principali driver di crescita continuano a essere le strategie di buy-and-build, poiché i settori industriali frammentati offrono terreno fertile per il consolidamento delle piattaforme e la creazione di valore.
Ma il segmento individuato come di gran lunga più interessante nel nuovo ciclo individuato è quello che comprende le società con fatturato tra 50 e 500 milioni di euro. Stando alla società l’asset manager Andera Partners, che collabora con Candriam ed è stata coinvolta nell’elaborazione dello studio prospettico, questo spazio si distingue infatti per valutazioni più contenute rispetto alle operazioni di maggiori dimensioni e una minore dipendenza dalla leva finanziaria. “La creazione di valore si basa prevalentemente su crescita organica ma anche acquisizioni e trasformazioni operative”, viene spiegato, “piuttosto che su ingegneria finanziaria”. Un modello che dunque si adatta meglio a un contesto di tassi più elevati e maggiore incertezza macroeconomica. Altro elemento distintivo è l’allineamento tra investitori e imprenditori, spesso coinvolti direttamente nella gestione, che favorisce strategie di lungo periodo e maggiore stabilità operativa. “Il lower mid-market è interessante proprio perché complesso, spiega dalla società il partner Francesco Gonzaga, che aggiunge: “Sono realtà con forte energia imprenditoriale e bisogno di un partner per crescere”.
Private debt: rendimenti ancora interessanti, ma più selezione
Anche il debito privato europeo continua a offrire opportunità, pur in un contesto più articolato e segnato dai timori che si stanno spargendo oltreoceano. Lo dimostrano i dati citati dal report a proposito della raccolta, arrivata a 73 miliardi di euro nel 2025 e pari a circa un terzo dei commitment globali. Secondo Kartesia, altro gestore specializzato partner di Candriam, il motivo di un tale successo è semplice: i rendimenti rimangono attrattivi grazie al premio per l’illiquidità, con il direct lending in particolare che continua a beneficiare di tassi base elevati e sostiene ritorni a una cifra alta. Tuttavia, si sottolinea, cresce la dispersione tra i mutuatari ed emergono differenze significative sia tra settori sia tra strutture di capitale: circostanza che rafforza l’importanza di una gestione attiva del portafoglio e di una selezione accurata del credito. “Il debito privato garantisce continuità di finanziamento nei contesti incerti”, osserva dalla casa alternativa l’investment director per il mercato italiano Davide Maggioni, evidenziando il ruolo anticiclico dell’asset class.
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Real estate: segnali di stabilizzazione e nuove nicchie
Quanto invece al real estate, l’outlook registra come nel segmento europeo stiano emergendo segnali di stabilizzazione dopo la fase di correzione legata al rialzo dei tassi. Secondo Tristan Capital Partners, gestore paneuropeo specializzato in investimenti immobiliari e legato a Candriam, il mercato ha probabilmente raggiunto i minimi e le prospettive in miglioramento grazie a inflazione in calo e tassi più stabili. Alcuni segmenti mostrano però più interesse di altri. Il residenziale, soprattutto nell’edilizia accessibile, beneficia di fondamentali solidi in diversi Paesi europei. Anche il comparto alberghiero budget si distingue per resilienza, sostenuto da cambiamenti nei consumi. Non manca attenzione neppure verso infrastrutture digitali e data center, trainati dalla domanda strutturale legata alla tecnologia. La logistica urbana resta infine nel mirino di molti operatori, sebbene con dinamiche più selettive a causa dell’aumento dell’offerta.
Un mercato più complesso, ma ricco di opportunità
Nel complesso, l’outlook di Candriam restituisce l’immagine di mercati privati più maturi e selettivi. Le opportunità restano, ma richiedono competenze specialistiche e un approccio disciplinato. La combinazione di condizioni finanziarie più restrittive, maggiore dispersione delle performance e cambiamenti geopolitici impone infatti una revisione delle strategie di allocazione. E, in questo contesto, segmenti come il lower mid-market europeo appaiono ben posizionati per intercettare il nuovo ciclo. La sfida degli investitori sarà allora bilanciare ricerca di rendimento e controllo del rischio, privilegiando approcci attivi e partnership con operatori specializzati. In altre parole, meno beta e più alfa: è questa la direzione in cui sembra muoversi l’asset class nella nuova fase.
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