Risparmio, solo un italiano su quattro investe: ecco cosa cerca
Studio XTB-YouGov: oltre il 50% ha un approccio prudente. Prima la sicurezza finanziaria, poi i mercati. Obiettivo: integrare il reddito e risparmiare per la pensione
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È stato all’insegna del recupero il primo scampolo d’estate vissuto dall’industria italiana del risparmio gestito. Il settore ha infatti archiviato giugno con una raccolta pari a 2,5 miliari di euro, in rimbalzo dai -2,3 miliardi di 30 giorni prima, mentre il patrimonio è passato da 2.520 a 2.526 miliardi. È quanto emerge dalla consueta Mappa mensile di Assogestioni, che evidenzia come al risultato abbiano contribuito essenzialmente due dinamiche: un buon andamento delle gestioni di portafoglio e la crescita dei mercati finanziari, che ha determinato una rivalutazione delle masse.
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Scendendo nel dettaglio dei dati prodotti dall’ufficio studi dell’Associazione, la prima evidenza che balza agli occhi è la frenata della categoria a maggior partecipazione retail: i fondi aperti. Si sono infatti registrati deflussi per un totale di 388 milioni di euro, anche se il risultato appare comunque in miglioramento rispetto ai -1.227 miliardi del mese precedente. Nel complesso, la raccolta di questi strumenti da inizio anno si attesta dunque a circa oltre 8 miliardi. Bene invece i comparti chiusi, destinatari di nuovi capitali per 353 milioni e che aggiornano il risultato year-to-date a 1.517 miliardi. A brillare davvero sono però le gestioni di portafoglio, il cui risultato di 2,6 miliardi si deve a 2 miliardi di raccolta del segmento dei mandati istituzionali e agli oltre 500 milioni racimolati presso gli investitori al dettaglio.
Quanto alle scelte di asset allocation, si conferma l’appetito per i fondi obbligazionari: questi strumenti hanno infatti attratto afflussi per 2,75 miliardi di euro, portando il totale da inizio anno a quasi 12 miliardi, mentre quelli dedicati all’equity si sono distinti per deflussi pari a 436 milioni di euro. In rosso anche i veicoli flessibili, che hanno archiviato il periodo con una raccolta negativa per 1,5 miliardi, e quelli bilanciati, colpiti da fuoriuscite per un totale di 484 milioni.
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