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La nuova bozza di Michel prevede due soluzioni con 400 o 390 miliardi di sussidi. E la trattativa ad oltranza fa sperare in un accordo: euro su, spread in calo
Tutti gli occhi del mercato puntano oggi su Bruxelles dove prosegue la difficile trattativa sul Recovery Fund che vede schierati da un lato i grandi, Germania, Francia, Spagna e Italia, supportati da alcuni ‘piccoli’ come l’Ungheria, e dall’altro gli ormai noti ‘Paesi Frugali’ capitanati dall’Olanda. Il Consiglio Europeo non ha infatti ancora raggiunto un’intesa dopo un weekend di aspri contrasti e riprenderà oggi alle 16, preceduto dai soliti incontri a geometria variabile.
Dopo il pessimismo di ieri, mostrato perfino dalla cancelliera e presidentessa di turno Angela Merkel, la notte di negoziati oltranza sembra aver prodotto qualche risultato, con diversi leader che hanno espresso ottimismo, tra cui l’austriaco Kurz, membro del gruppo dei ‘frugali’ che pare stia piano piano perdendo compattezza. Si attende dunque, prima di riaprire il tavolo ufficiale, la nuova proposta da parte del presidente Charles Michel, che dovrebbe però vedere una significativa riduzione della componente delle sovvenzioni a fondo perduto rispetto ai 500 della proposta originale della Commissione Europea.
“Michel non ha anticipato null’altro ma ha detto che proporrà oggi una soluzione con una riduzione dei grants a 400 miliardi e 390 miliardi. La soluzione da 400 miliardi” di sussidi nel Recovery plan “condurrebbe un maggiore sconto per i Paesi che ne hanno diritto e quella da 390 miliardi un minore sconto”, ha spiegato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, rientrando in albergo al termine della lunga notte.
“I negoziati non sono ancora finiti, ma possiamo essere molto soddisfatti di essere riusciti a ottenere una riduzione dell’importo totale, che era la nostra richiesta principale, un aumento degli sconti per l’Austria e la garanzia che investimenti e riforme saranno controllati. E’ davvero un ottimo risultato”, ha detto Kurz, riferendo anche di “progressi sulla plastic tax” per le nuove entrate Ue “con cui finanziare il debito”.
E il mercato non si lascia impressionare dalla revisione al ribasso degli aiuti e le attese per un accordo spingono le quotazioni dell’euro ai massimi degli ultimi quattro mesi. La moneta unica europea sale dello 0,3% a 1,1465 dollari, tornando così ai livelli di marzo. Apertura in calo per lo spread fra Btp e Bund, in contrazione sotto 160 punti base, a quota 155 punti contro i 161 della chiusura di venerdì. Il rendimento del decennale italiano è ora all’1,122%.
“È un buon segno che il vertice dell’Unione europea si stia dirigendo verso il suo quarto giorno poiché suggerisce che un accordo sul Recovery Fund potrebbe essere alla portata, anche solo parzialmente”, affermano da Berenberg. Le posizioni “si sono avvicinate sulla dimensione del programma e sulla dimensione relativa di sovvenzioni e prestiti”, proseguono gli esperti. “Sebbene l’atmosfera sia tesa, i leader dell’Ue potrebbero ancora colmare le differenze, anche giàoggi”, mentre “le prossime settimane erano state il nostro scenario base”, concludono gli economisti di Berenberg.
L’opinione principale sui mercati è proprio che non ci si attendeva un accordo già nel corso di questo meeting, e proprio la prosecuzione a oltranza dei negoziati fa invece intendere che ci sia la volontà da parte dei 27 leader Ue di giungere a un’intesa subito. Intesa che a detta di molti sarebbe di stimolo per l’obbligazionario europeo, in particolare per quello periferico.
La contrazione degli spread tra i titoli di Stato all’interno della zona euro “sembra destinato a continuare” anche se i leader dell’Ue non sono riusciti a raggiungere un accordo nel fine settimana. “Un compromesso sul Recovery Fund, con aiuti per un importo di 390 miliardi di euro attraverso sovvenzioni sembra possibile”, affermano gli strategist obbligazionari di Ing, aggiungendo che le discussioni proseguiranno oggi con l’obiettivo di concludere l’intesa.
I dati economici e l’offerta di titoli di Stato saranno entrambi ridotti questa settimana nella zona euro, con solo la Germania e il Portogallo che effettueranno aste di titoli. “Ciò significa che strategie di ricerca del rendimento dovrebbero essere effettuate dagli investitori in attesa di una fase di bassa volatilità”, spiegano gli strategist Ing, secondo cui lo spread Btp/Bund potrebbe gradualmente scendere verso quota 150 punti base.
Tornando alla trattativa, ieri sera i Paesi Bassi hanno fatto pressione per ridurre il Recovery Fund a 700 miliardi di euro, metà dei quali disponibili come sovvenzioni. Francia, Germania, Italia e Spagna hanno però insistito sul fatto che le sovvenzioni non devono essere inferiori a 400 miliardi di euro.
Un altro elemento di forte attrito è quello della governance. Il primo ministro olandese, Mark Rutte, ha infatti insistito sul fatto che gli Stati membri dovrebbero poter bloccare gli aiuti nel caso in cui un Paese non rispetti l’agenda delle riforme prevista dal proprio piano nazionale per la ripresa, una posizione che ha incontrato una forte resistenza da parte dell’Italia, secondo la quale l’ultima parola dovrebbe essere della Commissione europea. Durante la cena di ieri sera, Rutte è stato preso di mira dagli altri leader, secondo quanto hanno riferito i funzionari che hanno assistito ai colloqui. “Potrai essere un eroe nella tua terra natale per alcuni giorni ma dopo alcune settimane sarai ritenuto responsabile davanti a tutti i cittadini europei per aver bloccato una risposta adeguata alla crisi”, avrebbe detto il primo ministro italiano, Giuseppe Conte, a Rutte.
Infine c’è un’altra questione. Polonia e Ungheria, entrambe sotto procedura per il mancato rispetto delle regole sullo Stato di diritto, hanno contestato la possibilità di congelare gli aiuti ai Paesi che non rispettano gli standard democratici.