Secondo uno studio di Excellence Consulting, gli istituti stanno riscoprendo il valore del modello della consulenza fuori sede. Già 15mila gli intermediari che operano al di fuori di Assoreti
Non solo ricambio generazionale, pressioni sui margini e modelli di servizio più evoluti: per le reti si è aperto un ulteriore fronte di sfida. Le banche commerciali stanno infatti riscoprendo il valore del modello della consulenza fuori sede e gli intermediari indipendenti potrebbero rappresentare un competitor sempre più temibile. Lo dimostra il fatto che ben 15mila professionisti operano attualmente al di fuori del perimetro di Assoreti. Il quadro emerge dal report “Banche Reti 2021-2025” di Excellence Consulting, che ha analizzato i dati del settore relativi agli ultimi 25 anni.
Lo studio mostra come, nel periodo esaminato, le reti abbiano profondamente trasformato il mercato della consulenza finanziaria, registrando una crescita continua. Nel 2000 gli intermediari aderenti ad Assoreti erano infatti circa settanta e gestivano circa 150 miliardi di euro: oggi, dopo una fase di aggregazione e consolidamento del settore, sono circa venti e amministrano oltre mille miliardi di euro. Una cifra che rappresenta il 26,7% della ricchezza investibile delle famiglie italiane e conferma il ruolo centrale delle reti nel sistema finanziario nazionale.
Più mase, molti meno operatori: in 25 anni il patrimonio è cresciuto di 6,7 volte, mentre il numero di società si è ridotto del 71%
Fonte: Elaborazione su dati Assoreti
Un’industria solida
Anche sotto il profilo industriale il settore appare particolarmente solido. Sempre nel periodo analizzato, le masse amministrate e gestite sono aumentate di oltre il 560% (oltre 6,7 volte), sfondando per la prima volta la soglia dei 1.000 miliardi, mentre nel 2025 la crescita è stata del 6,4%. La raccolta netta ha toccato quota 60,8 miliardi di euro, con un allungo del 17,8% rispetto all’anno precedente, e la base clienti ha superato i 5,4 milioni. Bilancio positivo anche sul fronte della produttività media, che ha segnato il massimo storico di oltre 41 milioni di euro di masse per advisor. Intanto, sempre l’anno scorso, sono stati reclutati oltre 1.800 consulenti finanziari, circa la metà nuovi iscritti all’Albo e quasi un terzo provenienti da banche e altri operatori. Parallelamente, la raccolta netta gestita è tornata a rappresentare il 62% dei flussi complessivi, dopo il minimo del 6% registrato nel 2023.
Tuttavia, secondo gli esperti di Excellence Consulting, nel prossimo futuro il settore potrebbe dover affrontare un confronto sempre più intenso tra le reti, diventate più grandi ma anche impegnate a gestire fenomeni strutturali come il passaggio generazionale e l’inserimento di giovani talenti. Questo mentre le banche commerciali sembrano puntare sempre di più sugli intermediari fuori sede come leva di crescita. Tra il 2021 e il 2025, si legge nel report, gli iscritti all’Albo OCF con delega attiva sono saliti da 34,2 mila a 38,4 mila, contro una crescita dei professionisti delle reti da 20,8 mila a 23,3 mila. Da qui si deduce che oggi circa 15mila operano al di fuori di Assoreti.
Balzo dei CF con delega attiva dal ’24 al ’25 (circa +2.000), a fronte di un aumento più graduale dei CF delle Reti
Fonte: Elaborazione su dati Albo OCF
Parola d’ordine: consulenza evoluta
Maurizio Primanni, ceo di Excellence Consulting
“La vera sfida sarà mantenere la capacità di innovazione dimostrata in questi anni e la flessibilità necessaria per adattarsi all’evoluzione del mercato”, avverte quindi Maurizio Primanni, ceo del Gruppo Excellence.“Il contesto competitivo evolve rapidamente”, aggiunge il chief research officer, Antonello Di Mascio, che oltre all’aumento degli investimenti delle banche commerciali nella consulenza finanziaria, cita anche il peso sempre maggiore del risparmio amministrato e il calo della redditività commissionale delle masse. Per questo, conclude, “la crescita dimensionale dovrà essere accompagnata da modelli di consulenza sempre più evoluti e capaci di creare valore”.
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