Pnrr, Solinas (Deloitte): “Fondi e istituzioni finanziarie protagonisti”
21 maggio 2021
di ELENA SCUDIERI
3 min
Per il manager, il piano di Draghi può innescare un nuovo miracolo economico. “Ci sono molti fondi in cerca di aziende pronte a mettersi in gioco per rispondere ai bisogni post pandemia”
Antonio Solinas, amministratore delegato di Deloitte Financial Advisory
Non intervenire sulle singole imprese o su specifici settori, ma creare i presupposti necessari per il rilancio collettivo del Paese. Con i fondi d’investimento e le istituzioni finanziarie in prima linea a sostenere progetti e innovazione per contribuire a innescare una vera e solida ripresa. È la ricetta per il futuro post pandemico dell’Italia di Antonio Solinas, amministratore delegato di Deloitte Financial Advisory, secondo cui il Piano nazionale di ripresa e resilienza di Draghi prevede appunto un obiettivo ambizioso, all’altezza delle sue potenzialità: rinverdire i fasti di un nuovo miracolo economico italiano.
“Dall’innovazione e la digitalizzazione al rafforzamento delle infrastrutture, dall’istruzione e la ricerca alla salute, senza tralasciare tematiche sempre più rilevanti quali l’inclusione sociale e la transizione ecologica – scrive il manager nel blog istituzionale di Deloitte Italia -. Tutti aspetti attentamente trattati nelle sei missioni che si pone il Pnrr congiuntamente alle riforme della pubblica amministrazione e della giustizia”.
Solinas sottolinea anche come “il miracolo italiano del Secondo Dopoguerra sia stato il frutto di un contesto geopolitico e sociale molto diverso da quello attuale, ma ad ogni modo oggi le persone avvertono l’esigenza di importanti cambiamenti strutturali. Dietro alle imprese ci sono le persone, la spinta per la ripartenza arriva dalla collettività dopo aver dimostrato per lunghi mesi resilienza e abilità nel fronteggiare i periodi più complessi. Non a caso il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha parlato delle risorse europee non solo come base per ripartire, ma come ‘trampolino di lancio per un salto in avanti, verso la rinascita della nostra comunità attraverso uno sforzo corale delle istituzioni e delle forze economiche e sociali”.
E da possibile protagonista, in quanto appunto a.d. di una società specializzata nel supporto alle aziende non solo in momenti di crisi, ma anche in momenti di crescita sia organica sia inorganica attraverso operazioni di M&A e di rafforzamento patrimoniale, Solinas sostiene che “il Pnrr non sarà un fenomeno isolato. Vedrà in campo tanti operatori internazionali, fondi di investimenti e istituzioni finanziarie che faranno da volano. Oggi ci sono molti operatori che sono pronti a investire in progetti di ricerca e innovazione o in iniziative di utilità sociale”.
Proprio in questi giorni Deloitte ha annunciato l’avvio di una partnership con primari operatori di mercato, quali ad esempio Redo Sgr i cui principali azionisti sono Cdp e Intesa Sanpaolo, per lo sviluppo di progetti aventi a oggetto social housing, residenze universitarie convenzionate, infrastrutture sociali, operazioni di rigenerazione urbana e recupero di immobili inutilizzati a Milano e nelle principali città lombarde. “Questo è un segnale – sottolinea Solinas – che fondi di investimento e istituzioni finanziarie sono pronte ad aprirsi a nuove iniziative con orizzonti di investimento di lungo termine, come nel caso del lancio del fondo infrastrutturale Pramerica Iter”. Iniziative che non guardano solo alle aziende, ma alle persone che ci sono dietro alle aziende.
Per il manager ci sono bisogni nuovi che cambieranno i modelli operativi delle aziende per soddisfare in modo diverso le esigenze di clienti e stakeholder. “Quando si pensa alla crisi attuale non bisogna pensare tanto a situazioni patologiche, quanto alla possibilità di crescere e innovare i business perché, come sottolineato di recente dalla Banca d’Italia – argomenta -, ‘sostenere nel tempo gli effetti sulla crescita degli interventi previsti nell’ambito del Pnrr richiede attenzione alla loro efficacia nell’aumentare non solo la domanda aggregata, ma anche la capacità produttiva del Paese e che le riforme previste abbiano concreta attuazione’”.
Certo, ammette Solinas, si tratterà di un percorso lungo e le aziende dovranno essere in grado di fare una pianificazione strategica a lungo termine, a cinque-dieci anni, con gli investitori che dovranno essere in grado di sostenere le iniziative lungo questo percorso temporale.
“Infine a completare il panorama sulle prospettive future per il nostro Paese – conclude -, ricordo che ci sono molti fondi d’investimento con ingenti somme di liquidità, che monitorano costantemente il mercato alla ricerca di aziende pronte a mettersi in gioco e a cambiare pelle al fine di rispondere ai nuovi bisogni scaturiti dalla pandemia. Cogliere in anticipo questi segnali di cambiamento significa ripartire già con una marcia in più”.
Nel fondo di Araujo (M&G) l’Italia occupa – in termini di peso relativo sul benchmark – il terzo posto dietro Canada e Regno Unito, davanti a Germania, Spagna, Francia
Via Nazionale: il grado di liquidità in marzo resta su valori elevati, pochi i riscatti. Rischi contenuti anche per i fondi alternativi mobiliari, il cui patrimonio è salito del 12%
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio