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Quattro generazioni al centro dell’ultimo osservatorio Invesco: inflazione e guerra le maggiori preoccupazioni. Il mondo degli investimenti è ancora sconosciuto e l’advisor diventa scelta obbligata. Il futuro? Obiettivi definiti e non troppo lontani
Inflazione, instabilità geopolitica, dubbi sulla situazione economica del Paese e scarsa fiducia nelle istituzioni. Il senso di incertezza dovuto al contesto attuale non risparmia nessuno e porta gli italiani di ogni età a considerare il tema finanziario come la questione principale. Tanto che la frase “come sto oggi” finisce coincide ormai con quella “come sto finanziariamente”. È questa la principale evidenza dell’indagine commissionata da Invesco a Bva-Doxa, una ricerca condotta su 800 persone in tutta Italia che evidenzia come la finanza sia diventata pop.
L’osservatorio ha passato al setaccio pensieri, paure e desideri di quattro generazioni in merito alla gestione dei soldi, alla cultura finanziaria, a risparmio e investimenti nonchè ad alcuni temi chiave del futuro finanziario come digital, sostenibilità, fiducia e rischio. Ne è emerso che Boomers (56-67 anni), Generazione X (35-55 anni), Millennials (25-34 anni) e Generazione Z (18-24 anni) sono tutti accomunati da una forte insicurezza, al di là delle fisiologiche differenze sugli obiettivi di vita. Aspirazioni che, però, si rivelano di breve termine e mostrano gli italiani più concentrati sul benessere immediato. Mentre, per quanto riguarda le istituzioni finanziarie, si confermano sfiducia e senso di distanza soprattutto come conseguenze della scarsa preparazione.
Inflazione e guerra in cima alle preoccupazioni
Un italiano su tre è molto preoccupato per l’attuale instabilità data dall’inflazione, dalla guerra, dalla fine della pandemia, anche se il sentimento risulta più accentuato dai 25 anni in su e meno sentito tra i giovanissimi. La preoccupazione emerge, invece, in maniera più forte e trasversa quando si parla delle ripercussioni future: secondo due terzi degli intervistati (65% voti 8-9-10), quello che sta accadendo oggi avrà conseguenze sul domani. Una posizione sì più marcata tra Gen Z e Boomers ma che viene comunque condivisa, seppur in misura diversa, da tutte le generazioni. Tra i temi che vengono citati come prioritari, al primo posto c’è il costo della vita (63% a totale campione) e al secondo il sistema sanitario (57%), seguito da quelli che riguardano ambiente, società e governance (56%).
Benessere fa rima con salute e reddito
L’idea di benessere rispecchia ancora una volta il lascito della pandemia e dell’attuale momento storico: nella classifica di quanto ritenuto più importante, la salute è al primo posto per tutte le generazioni, seguita dal possesso di un reddito sufficiente alle proprie esigenze per Gen X e Boomers e dall’equilibrio tra vita professionale e privata per Millennials e Gen Z. Il possesso di entrate adeguate riveste, invece, la terza posizione per i più giovani, mentre a occupare il gradino più basso del podio nell’ottica di Gen X e Boomers ci sono il mantenimento di un buon work-life balance e un ambiente di vita sicuro e confortevole.
Sì alla sostenibilità, ma il compito spetta alla politica
La sostenibilità è considerata un valore, potenzialmente anche in ambito finanziario. Nessuno nega che il futuro del pianeta dipenda da scelte sostenibili, e tutto il campione conviene sul fatto che intervenire sarà vitale. Ma serpeggiano demotivazione e disillusione in quanto i comportamenti del singolo vengono percepiti come insufficienti. Il compito, per gli intervistati, spetta piuttosto ai “massimi sistemi”: governi, industrie, legislatore. Unica a voler essere coprotagonista è la Gen Z.
Scarsa fiducia nelle istituzioni, anche finanziarie
Piuttosto trasversale è anche la scarsa stima nei confronti delle istituzioni in generale. Gli italiani considerano molto più importanti famiglia e amici, quasi a creare una sorta di ‘effetto nido’ di affetti intorno a sé: se si guarda al ranking delle aree di soddisfazione della propria vita, non sorprende infatti che l’appagamento verso i propri cari e se stessi raccolgano i voti più alti a fronte di un elevato scontento verso l’organizzazione di appartenenza (lavoro o studio), la società, le aziende private e lo Stato. Importante sottolineare, in questo contesto, che la generazione più soddisfatta del binomio società-istituzioni rispetto al presente risulti ancora quella dei giovanissimi.
Il ruolo chiave degli advisor
Una mancanza di fiducia che non fa sconti neppure alle istituzioni finanziarie, soprattutto a causa dello scarso dialogo che le fa percepire come distanti. La materia resta fluida, lacunosa, lontana e acuisce il senso di smarrimento, facendo sentire i soggetti intervistati indecisi, vulnerabili e fragili. Il consulente finanziario deriva quasi come una scelta obbligata, anche se a volte trasmette ai clienti l’idea di essere indeciso sul da farsi.
Il futuro? Obiettivi definiti e non troppo lontani
Quanto al futuro, il concetto di oggi e quello di domani sono per gli italiani strettamente correlati. Non si vuole infatti rinunciare allo standard di vita presente: quello che un tempo era definito ‘superfluo’ è diventato parte integrante della quotidianità e i concetti di sacrificio, di rinuncia sono quasi scomparsi dal vocabolario, anche per i genitori. E per i Boomers sono ormai una parola antica e svuotata. Il futuro è invece fatto di obiettivi definiti e non troppo lontani e viene identificato nel breve termine: sette anni.
Aperti al progresso digitale
Infine, per quanto riguarda il progresso e la dimensione digitale, l’atteggiamento di tutte le generazioni è accogliente e aperto, senza particolari resistenze ideologiche. In particolare, l’intelligenza artificiale è afferrabile e se ne coglie il vantaggio, mentre il Metaverso è ancora vago e ludico.
“Dal nostro osservatorio emergono chiaramente sentimenti trasversali insieme a bisogni e necessità peculiari di ciascuna generazione: in questo contesto, il ruolo dell’educazione finanziaria risulta cruciale ed è dovere di industrie come quella del risparmio gestito profondere impegno e sforzo per accrescere il livello di cultura finanziaria nel nostro Paese”, ha sottolineato Rita Schirinzi, head of marketing Italy di Invesco.
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