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Un format di quattro puntate prima dell’appuntamento del 2 e del 3 ottobre a Firenze. L’Efpa Italia Meeting 2025 quest’anno parla ai consulenti finanziari di tempo, in tutte le sue sfaccettature. Lo raccontano diversi membri della fondazione: Maghelli, Marzo, Bertelli. Ronchetti (Finer) racconta le prime evidenze della ricerca che sarà presentata durante la due giorni
Tempismo o pazienza, comunque questione di tempo. È il leitmotiv che attraversa le interviste di Road to Efpa, il format che fa da apripista ai lavori di Efpa Italia Meeting 2025. L’evento, che si terrà il 2 e il 3 ottobre al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino a Firenze, organizzato dalla fondazione, è dedicato ai consulenti finanziari e quest’anno FR|Vision è partner ufficiale. In qualità di voce principale dell’evento, la piattaforma e la redazione hanno confezionato un percorso ad hoc che ospita alcuni dei protagonisti e ideatori della kermesse. Inoltre, durante l’evento la redazione sarà presente per ulteriori interviste a margine e per la moderazione di diverse conferenze. Anche quest’anno la piattaforma, a sipario chiuso, permetterà di rivedere on demand tutte le conferenze dell’evento; visione che ai consulenti finanziari darà diritto a crediti formativi per le certificazioni Efpa. Il nucleo attorno al quale si sono costruite le conversazioni è stata proprio questa discriminante: il tempo come attimo giusto in cui investire e come alleato per la pianificazione finanziaria. Tema che ovviamente è declinato all’interno del titolo che dà il nome a questa edizione, e cioè: ‘Market timing vs time in the market’.
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Rischio o opportunità
“Il tema del tempo è complicato” afferma Ruggero Bertelli, componente del Comitato Scientifico di Efpa Italia che ha realizzato le riflessioni a corollario del titolo. “Si tratta di un argomento complesso”, specifica l’esperto, “da un punto di vista tecnico perché la dinamica tra le diverse variabili di un investimento di tipo finanziario si modifica nel tempo e anche da un punto di vista comportamentale: ovvero come capire e far capire la misura di rischio che si vuole affrontare per entrare nei mercati”. Partendo da questo assunto l’evento si costruirà sulla tematica del tempo, come detto, ma prendendo in considerazione tutti i punti di vista: del consulente finanziario in primis, ma anche del gestore, del risparmiatore e non di meno delle istituzioni. Vuole farlo senza tralasciare le sfaccettature e le velocità: tempismo, certo; ma anche pazienza e disciplina.
Giovani, adulti, anziani: tutti a tempo
Ovvietà: la concezione del tempo si modifica in base alle generazioni. “C’è un ritmo e un tempo giusto per tutti” ricorda Marina Maghelli, parte del consiglio di amministrazione di Efpa Italia. Ed è vero, ma bisogna considerare anche, ricorda l’esperta, che tutta la società oggi, indipendentemente dalla propria età e dalla propria generazione, è attraversata da un senso di urgenza e di fretta che mal contrasta il lavoro disciplinato della pianificazione finanziaria. “L’avvento della tecnologia e dei social network ha modificato quello che è il nostro orologio interiore” continua Maghelli. “Siamo più abituati a feedback immediati e alla luce di questo, il nostro ruolo è quello di educare i giovani verso una corretta pianificazione finanziaria e quindi a un uso sano del tempo nonché ad allenare la propria pazienza”.
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Pianificazione fit check
A proposito delle esigenze delle varie generazioni, Nicola Ronchetti, CEO e fondatore di Finer, portando al tavolo le prime evidenze della ricerca portata avanti dall’istituto che verrà poi presentata durante l’evento, chiosa sull’importanza della pianificazione patrimoniale. Un ruolo di guida che si svolge trasversalmente alle generazioni, da una parte come strumento del consulente, dall’altra come esigenza da parte dei risparmiatori. Infatti, specifica Ronchetti, una pianificazione tailor made, stando ai dati, è ciò che cerca il risparmiatore “sia anziano, con una prospettiva comunque più longeva rispetto a 20 o 30 anni fa; sia giovane, anche se non sempre percepisce l’importanza di iniziare a pianificare”.
E ora di chi è il turno?
Si evince, da ricerca e dichiarazioni, che il consulente finanziario gioca un ruolo cruciale nella buona gestione del tempo in termini di ingresso nel mercato e di pianificazione finanziaria. Eppure, a voler completare il quadro delle responsabilità, Massimiliano Marzo aggiunge in lista anche il ritratto delle istituzioni. “La domanda che dobbiamo porci”, dice l’esperto, “è la seguente: che capacità di risparmio hanno effettivamente gli italiani in media, se il loro salario è fermo da anni? C’è di sicuro un problema strutturale”. La soluzione potrebbe essere un miglioramento della salute fiscale degli italiani, propone Marzo, che però ammette quanto sia difficile trovare un punto di svolta totalizzante, poiché significherebbe mettere in gioco diversi protagonisti. In attesa dello sbroglio della matassa l’esperto ripone le proprie speranze nella tecnologia intesa come ingresso democratico al risparmio e all’investimento. “Sono convinto che il mondo della consulenza finanziaria si evolverà attorno al progresso tecnologico”. Tuttavia, continua, la difficoltà dell’appello alle istituzioni: “è nostro dovere sollecitarli e non stare con le mani in mano”.

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