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La piattaforma di videogiochi Roblox debutta a Wall Street con un rialzo del 43% in avvio dopo una quotazione diretta sul mercato (direct listing) da 198 milioni di titoli. Nello stesso giorno in cui la danese Lego pubblica i dati sul 2020, un anno chiuso in decisa crescita nel settore dei giochi ben più tradizionali (+13% i ricavi a 5,88 miliardi di euro, con un +21% le vendite di mattoncini e utili operativi a 1,73 miliardi in aumento del 19%) grazie al tempo trascorso in casa con la pandemia. Il Covid19 ha accelerato il ritmo di crescita anche di Roblox: con milioni di giovani e meno giovani chiusi in casa ai lockdown, gli utenti attivi della piattaforma hanno raggiunto nel 2020 quota 32,6 milioni, in crescita del l’85% rispetto all’anno prima, con un tempo di permanenza media sull’app su base mensile di 92 ore, più del doppio rispetto al 2019 (per un totale di 30,6 miliardi di ore stimate in crescita del 124%).
Roblox, come Palantir e Spotify, ha scelto di dribblare le spese di quotazione, presentandosi direttamente sul mercato. Il prezzo di riferimento al debutto è stato fissato a 45 dollari per titolo, lo stesso prezzo pagato dagli investitori nell’ultimo round di finanziamenti dello scorso gennaio (pari complessivamente a 520 milioni) chiuso lo scorso gennaio e che ha portato la valutazione della società vicina ai 30 miliardi di dollari (29,5 miliardi di dollari). Ma il titolo è partito all’avvio delle contrattazioni con un valore di 64,5 dollari (+43%). Il titolo ha poi toccato un Massimo intraday di 74,83 dollari (+66% rispetto al prezzo di quotazione) per poi chiudere a 69,50 (+54%).
Roblox non è solo una semplice piattaforma di videogiochi: la società si è trasformata in uno degli unicorni più attesi, tanto più considerando che opera in un settore che secondo le stime degli esperti arriverà a valere 196 miliardi di dollari nel 2022.
L’idea alla base di Roblox, fondata nel 2004 da David Baszucki e Erik Cassel, era quella di connettere le persone attraverso un mondo virtuale immersivo. Oggi l’asso nella manica della società californiana infatti, è quello di aver trasformato gli utenti (o parte di essi) in sviluppatori di mondi ed esperienze, creatori di nuovi videogiochi con cui condivide le vendite generate attraverso la piattaforma trattenendo per sé una commissione del 30 per cento. A giudizio degli esperti gli strumenti proposti da Roblox in blocchi che ricordano i mattoncini Lego, rendono facile persino a un boomer proporre nuovi mondi immaginari dove far vivere esperienze agli amici virtuali. In tutto lo scorso anno Roblox ha pagato agli sviluppatori presenti sulla piattaforma 328,6 milioni di dollari, il 200% in più rispetto al 2019. Lo scorso anno oltre 1250 sviluppatori hanno realizzato almeno 10mila dollari a testa attraverso la vendita dei loro giochi su Roblox, 300 sono riusciti a guadagnare almeno 100mila dollari.
Quindi al di là dei prodotti di proprietà e sulla profilazione di dati degli utenti, la società può continuamente far fruttare l’enorme banca dati di nuovi videogiochi che, a sua volta, attrae un numero crescente di utenti e i loro amici trasformandoli in clienti. Un cerchio virtuoso che ricorda il modello di crescita di Facebook. E infatti a frequentare Roblox sono anche giocatori mancati che usano la piattaforma come social network. La stessa piattaforma sta provando a evolversi in un luogo di incontro virtuale dove tenere incontri, lezioni ed eventi.
In compenso, nonostante il giro d’affari sia in decisa crescita (924 milioni nel 2020 in aumento dell’82% e il dato appare ancora di più significativo se confrontato con i 325 milioni di fatturato del 2018), il rosso rimane ancora profondo (257,7 milioni nel 2020 rispetto alle perdite per 71 milioni registrate nel 2019). Quanto al prossimo futuro, la società prevede di chiudere il primo trimestre con un giro d’affari compreso tra i 320 e i 355 milioni i dollari, il doppio rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Il mercato cinese, tuttavia, secondo quanto dichiarato pochi giorni fa dal direttore finanziario Mike Guthrie, potrebbe richiedere sforzo sostenuti così come il crescente investimento in privacy e sicurezza (i costi lo scorso anno sono ammontati a 264 milioni un aumento del 69%). La società inoltre ha messo in evidenza nella compilazione dei moduli S-1 necessari al collocamento che sarà difficile mantenere il ritmo di crescita registrato in piena pandemia.
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