Il nuovo prodotto incentrato interamente su private equity sarà disponibile alla clientela retail nel 2023 con soglia minima di ingresso a 10.000 euro. Tenani: “L’educazione avrà ruolo fondamentale per portare le opportunità dei private markets ad una platea più larga di investitori”
“La sfida è appena cominciata. Come asset manager dovremo essere in grado di educare perché l’opportunità dei mercati privati sia trasferita dal mondo della distribuzione in modo trasparente e comprensibile ai clienti chiarendone tutte le specificità”.
Luca Tenani, country head Italy di Schroders
Luca Tenani, country head Italy di Schroders traccia la strada per la democratizzazione degli asset illiquidi, annunciando il lancio nel 2023 di un Eltif che avrà come quota minima di ingresso soli 10.000 euro. Il focus del Schroders Capital Private Equity ELTIF 2023 sarà su operazioni di buyout, con enfasi sul tessuto imprenditoriale europeo rappresentato da società di piccole-medie dimensioni, spesso a conduzione familiare o di proprietà del fondatore. “Questo elemento”, spiegano dalla casa di gestione, “offre multipli di ingresso interessanti, deployment più veloce, un elevato potenziale di trasformazione delle società e una diversificazione più ampia rispetto alle soluzioni concentrate sui mercati domestici”.
Un investimento “partecipato”
I motivi portati Tenani per introdurre il nuovo prodotto sono tutti fortemente strategici. “I mercati pubblici”, afferma, “rappresentano la punta dell’iceberg del sistema produttivo e in un contesto in cui i delisting sono superiori alle nuove quotazioni non possono essere considerati pienamente rappresentativi dell’universo economico”.
Oltre alla capacità di spaziare laddove le Borse non arrivano, ci sono altri fattori strutturali che motivano l’interesse della casa di gestione per l’asset class. Tra queste figurano il potere di diversificazione e la possibilità di calmierare la volatilità percepita da un cliente che decide consapevolmente di differire l’accesso al capitale per un dato periodo di tempo investendo in un comparto che fa del lungo periodo uno degli elementi chiave per ottenere miglior profilo rischio/rendimento.
L’orizzonte temporale pluriennale è, sottolinea Tenani, un collegamento con un ulteriore aspetto centrale per la casa di gestione. “Mercati privati e obiettivi di sostenibilità sono naturalmente allineati, permettendo un legame diretto e un più stretto engagement con le realtà oggetto di investimento”.
Sono le evoluzioni in termini di normativa e quelle da un punto di vista di prodotto, insieme al diffuso interesse per l’asset class, a rappresentare le premesse fondamentali per la decisione di Schroders di fare leva sull’expertise interna sui mercati privati grandemente rafforzata negli ultimi anni al fine di creare il primo di quello che si annuncia come una gamma dedicata a prodotti retail che investono in mercati privati.
“Cresce la complessità dei mercati e cresce, di conseguenza, la necessità per gli investitori al dettaglio di accedere a nuove forme di investimento in grado di offrire maggiore diversificazione e potenziale di rendimento, il tutto in un contesto regolamentato. Abbiamo già all’attivo una gamma di soluzioni semi-liquide per investitori non professionali e riteniamo di aver maturato l‘esperienza e le competenze necessarie per ampliare ulteriormente la platea”, spiega Georg Wunderlin, global head of Private Assets, Schroders Capital.
Molti sono i dati di mercato che confermano la fertilità dell’universo degli investitori. “Da un nostro studio”, rivela il country head Italy di Schroders, “emerge infatti che l’86% degli investitori italiani prenderebbe in considerazione la possibilità di investire in asset privati attraverso un ELTIF se questa soluzione venisse proposta da un consulente finanziario, in grado di dare loro maggiore sicurezza nell’utilizzare uno strumento che investe in un ambito così sofisticato”. Tenani identifica cinque priorità molto specifiche su cui lavorare per raggiungere questo risultato: soglie più basse, maggiore liquidabilità, diversificazione geografica e settoriale e sostenibilità. “Abbiamo bisogno di veicoli nuovi”, conclude, “ma con che vengano concretamente incontro alle caratteristiche degli investitori al dettaglio, ai loro valori e alla user experience che hanno maturato nel tempo con i prodotti di risparmio gestito tradizionali”.
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