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Se pensiamo al 2026 ormai alle porte, uno dei principali timori riguarda le valutazioni dei mercati azionari. Si fanno paragoni con la bolla delle dotcom del 1999-2000, a causa dei significativi investimenti effettuati dagli hyperscaler nei data center e nelle infrastrutture cloud. Come orientarsi tra dinamiche di valutazione divergenti tra le diverse asset class in un momento in cui i rischi fiscali e le tensioni commerciali sono in aumento? Ne parliamo con Giacomo Camisa, Sales Director Intermediary di Schroders.
Quali sono le prospettive per i mercati azionari?
Gli investitori nei mercati sviluppati devono ancora fare i conti con valutazioni elevate, incertezza politica e leadership settoriale concentrata, ma elementi favorevoli quali utili resilienti e progressi nell’intelligenza artificiale potrebbero offrire un significativo potenziale di rialzo. Nel frattempo, nei mercati emergenti le valutazioni rimangono ragionevoli, prevediamo che lo slancio degli utili persisterà e una ripresa del deprezzamento del dollaro statunitense rappresenterebbe in questo senso un notevole vantaggio. In sintesi, continuiamo a vedere opportunità a livello azionario. Come sempre, comprendere i fattori trainanti e i rischi specifici presenti in determinati mercati e settori e nelle singole società rimane essenziale per orientarsi nel panorama azionario globale.
Cosa ci aspettiamo su quelli obbligazionari?
Il 2025 è stato un anno di differenziazione nei mercati obbligazionari, con divergenze molto ampie nei movimenti dei rendimenti, sia tra le diverse aree geografiche che tra le diverse scadenze della curva. Ci aspettiamo che questa tendenza continui anche nel 2026. Perché? Semplicemente perché le prospettive di crescita, mercato del lavoro e inflazione sono desincronizzate da paese a paese e le principali banche centrali si trovano in fasi diverse del loro ciclo politico. È una situazione che offre enormi opportunità, ma solo a coloro che sono attivi nella loro allocazione obbligazionaria e in grado di trarre vantaggio da condizioni economiche molto differenti tra loro e in rapida evoluzione a livello globale.
Il debito dei mercati emergenti è sulla buona strada per registrare il terzo anno consecutivo di rendimenti elevati: i mercati continuano infatti a premiare gli adeguamenti macroeconomici attuati dai principali paesi emergenti nel periodo post-pandemia. Questi adeguamenti, che hanno sostanzialmente preservato la sostenibilità fiscale e della bilancia dei pagamenti e rafforzato le riserve esterne, spiegano la recente resilienza della crescita dei mercati emergenti di fronte alle turbolenze commerciali e geopolitiche. Gli investitori globali stanno ora iniziando a riconoscere questi risultati con una conseguente ripresa dei flussi di portafoglio verso l’asset class in questione.
Ultima cosa ma non per importanza: parliamo dei mercati privati
Mentre molti mercati pubblici toccano livelli storici, quelli privati sono in una fase diversa del ciclo. Raccolta fondi, attività di deal e di exit sono scese negli ultimi anni, provocando un riassestamento delle valutazioni tra asset class e segmenti. Questo decoupling ciclico crea un ambiente più sano per nuovi investimenti, sostenendo valutazioni d’ingresso più interessanti e un maggiore potenziale di rendimento. Nel frattempo, i portafogli esistenti sono stati in gran parte protetti da un focus sui fondamentali e da uno scenario macro robusto, seppur volatile. Parallelamente, le tendenze strutturali continuano a indirizzare la creazione di valore: la transizione energetica globale, il reshoring delle catene di fornitura e la trasformazione digitale trainano la crescita di lungo termine. Naturalmente, non tutte le strategie dei mercati privati sono posizionate allo stesso modo. Le opportunità di rendimento resiliente si concentrano laddove coesistono inefficienza, disruption, rischi differenziati e garanzie reali. Avranno successo gli investitori capaci di combinare costanza negli investimenti e selettività. I mercati privati, grazie a capitale paziente e gestione attiva, anche se non immuni dall’incertezza, sono ben posizionati per contribuire a portafogli diversificati e resilienti.
Tratto dagli outlook azionario, obbligazionario e private markets 2026 di Schroders. Il presente documento ha scopo meramente informativo, non è da considerarsi in alcun caso materiale promozionale e non deve essere inteso quale offerta o una sollecitazione ad acquistare o a vendere qualsivoglia tipo di strumento finanziario. Le opinioni e i pareri contenuti nel presente documento non rappresentano necessariamente la visione aziendale formulata in altre comunicazioni, strategie o comparti di Schroders. Per maggiori informazioni si consulti il sito www.schroders.it.