Nonostante le difficoltà normative e il disincanto del mercato, la finanza ESG resta lo strumento più efficace per realizzare la giusta transizione e raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030. Parola di Francesco Bicciato, direttore generale del Forum per la Finanza Sostenibile
Francesco Bicciato, direttore generale del Forum per la Finanza Sostenibile
In un contesto segnato da un’ondata di scetticismo e da un quadro regolatorio in continua evoluzione, la finanza sostenibile continua a essere un pilastro strategico per la crescita. Ne è convinto Francesco Bicciato, direttore generale del Forum per la Finanza Sostenibile (FFS), che individua segnali di resilienza e di consolidamento in un settore chiamato a dimostrare la propria solidità di fronte a tensioni economiche e politiche. “Lo scenario è complesso, ma vedo un futuro positivo per la finanza sostenibile”, spiega. “Considerando da un lato le sfide che ci aspettano e dall’altro la posizione ancora orientata alla sostenibilità di gran parte degli investitori, la finanza sostenibile guadagnerà terreno nel lungo termine. Questa, infatti, rappresenta lo strumento più adeguato a realizzare il processo di decarbonizzazione e di giusta transizione, e per raggiungere gli obiettivi contenuti nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite”. D’altronde, i numeri sembrano confermarlo. Secondo i dati Morningstar, nella prima metà del 2025 i fondi sostenibili hanno raggiunto masse gestite pari a 3.920 miliardi di dollari, in crescita dell’11,5% rispetto alla fine del 2024. Un segnale che testimonia la fiducia strutturale degli investitori, anche a fronte di una fase di assestamento regolatorio.
Sul fronte delle regole, la Commissione europea ha avviato un ampio processo di revisione attraverso il pacchetto Omnibus, con l’obiettivo
di semplificare la rendicontazione ESG e rendere più accessibili gli standard europei. “Un vantaggio riguarda la semplificazione degli ESRS: è positivo che l’EFRAG abbia proposto modifiche efficaci che mantengono la maggior parte delle informazioni essenziali per gli investitori. Tuttavia, il processo di revisione rischia di indebolire l’intera architettura normativa europea sulla sostenibilità”, afferma Bicciato. Il tema è tutt’altro che secondario. La Banca Centrale Europea, in una recente presa di posizione, ha ribadito la centralità di CSRD, tassonomia e CSDDD per la corretta gestione del rischio finanziario. “La BCE ha evidenziato la necessità di mantenere i datapoint sul clima e sulla biodiversità, cruciali per valutare l’esposizione creditizia ai rischi fisici e di transizione”.
Un Forum in crescita
Per il Forum per la Finanza sostenibile, il 2025 è stato comunque un anno di espansione. “Abbiamo avuto un incremento delle adesioni”, dice subito il direttore generale. “Oltre alle tradizionali ricerche sugli investitori istituzionali, abbiamo approfondito il tema della transizione giusta e ci siamo concentrati sulle giovani generazioni e il loro rapporto con la finanza sostenibile”. Tra le iniziative più rilevanti, la campagna ‘È sempre tempo di ESG’, nata per ribadire che la sostenibilità non è una moda passeggera ma un fattore strutturale di competitività. Le Settimane SRI 2025, fiore all’occhiello del Forum, hanno registrato un’adesione superiore agli anni precedenti, con eventi sold out e un crescente coinvolgimento di operatori finanziari, imprese e istituzioni. Segno, insomma, che l’interesse è ancora…
Il comparto resta segnato da alta volatilità ma non ha perso la ciclicità. Tra i prodotti passivi spiccano quelli esposti a uranio e nucleare, mentre le strategie più ampie sulla clean energy restano in fase di recupero. Confermata la leadership delle case europee a livello geografico. Ecco l’analisi e le classifiche di Fida
Il concetto si afferma come nuovo pilastro dell’investimento sostenibile. Le SGR integrano indicatori su ecosistemi, acqua e uso del suolo nei prodotti ESG, spinte dalla normativa e da un’attenzione crescente al valore economico del capitale naturale
I prodotti dedicati al settore continuano crescere e nell’ultimo hanno attratto più flussi di quelli sull’intelligenza artificiale. Ma resta il nodo della compatibilità con i criteri di esclusione. Ecco come si stanno muovendo i gestori
Tra nuove regole, scetticismo e intelligenza artificiale, l’ESG entra nella sua fase selettiva. I fund selector raccontano come cambia il modo di scegliere i fondi verdi
Tra riscatti per 55 miliardi e lanci di nuovi fondi ai minimi, la retorica del tycoon non fa sconti agli investimenti sostenibili. E neanche l’industria europea sembra immune. Dal cambio di nome alla caduta di alcuni tabù su settori controversi, ecco come si stanno muovendo i gestori
Dennis Baas, head of Sustainability Strategists della casa di gestione, spiega l’importanza e il ruolo crescente delle attività di engagement e proxy voting nella strategia ESG della società: “Coinvolgimento in aumento, anche grazie alla formazione interna e a strumenti tecnologici proprietari”
Nonostante un contesto complesso, cresce l'adozione di criteri ESG e l'attenzione agli SDGs da parte degli investitori professionali. È quanto emerge dalle ricerche del Forum per la Finanza Sostenibile, presentate alle Settimane SRI
Dal nuovo report di MainStreet Partners emerge un settore in evoluzione: i fondi passano dalle esclusioni difensive alle strategie tematiche e multi-obiettivo, mentre cresce la maturità dell’approccio. Ma solo un prodotto su cinque è davvero etico, con forti disparità tra asset class e mercati
La percentuale scende all’87% dopo il record del 90% di 2023 e 2024. Aumentano gli approcci sostenibili nel reddito fisso e negli alternativi. Sale l’attenzione per l'impatto ambientale dell’AI. Lo studio Capital Group
Il ranking ESG.IAMA Private mostra un punteggio generale decisamente migliorabile. Ma una Sgr è alla ricerca di una verifica della propria identità sostenibile
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio