Bce in ordine sparso: Panetta chiede stimoli, Weidmann la fine del Pepp
È scontro a distanza tra i falchi e le colombe dell'Eurotower. Ma i mercati non temono un’imminente chiusura dei rubinetti
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Dopo vent’anni il termine giusto è rivoluzione. La Bce cambia infatti un pilastro della sua politica monetaria, spostando l’obiettivo d’inflazione, finora fissato nella formula “vicino, ma inferiore al 2%”, al 2% “simmetrico”, con la possibilità di consentire tassi d’inflazione superiori quando necessario per assicurare la stabilità dei prezzi. La svolta è il risultato della Strategy Review condotta da Francoforte, la prima in un ventennio appunto, a cui si è arrivati per consenso durante una riunione speciale del Consiglio direttivo, e che ora potrebbe aprire la strada a un rilassamento nel percorso di rientro della politica ultra-espansiva messa in atto dall’Eurotower.
“Quando l’economia opera con tassi nominali vicini al limite minimo, richiede un’azione particolarmente forte o persistente per evitare il radicarsi di deviazioni negative dal target d’inflazione. Questo può anche comportare un periodo transitorio in cui l’inflazione è moderatamente al di sopra dell’obiettivo”, scrivono i banchieri centrali europei in un comunicato, consolidando quindi ulteriormente l’utilizzo di politiche non convenzionali una volta esaurita la leva del tasso d’interesse.
Una nuova strategia, insomma, che per la presidente, Christine Lagarde, conferma l’orientamento di medio periodo della politica monetaria. “Questo consente inevitabili scostamenti di breve periodo dell’inflazione dall’obiettivo – ha chiarito nel corso della conferenza stampa – nonché sfasamenti temporali e incertezza nella trasmissione della politica monetaria all’economia e all’inflazione. La flessibilità dell’orientamento di medio termine tiene conto del fatto che la risposta adeguata di politica monetaria a una deviazione dell’inflazione dall’obiettivo dipende dal contesto specifico e dall’origine, dall’ampiezza e dalla persistenza della deviazione. Ciò consente inoltre al Consiglio direttivo di tenere conto nelle decisioni di politica monetaria di altre considerazioni rilevanti per il perseguimento della stabilità dei prezzi”. Nessuna differenza, ha detto poi incalzata dalle domande, tra gli scostamenti negativi e positivi dell’inflazione dall’obiettivo, che “il Consiglio direttivo considera ugualmente indesiderabili”.
L’Eurotower ha comunque sottolineato che i tassi d’interesse resteranno lo strumento principale e che guidance, Qe e Tltro continueranno a essere tra quelli disponibili, mentre ha deciso di includere il costo delle prime case nella sua misura di inflazione.
La Bce ha poi anche adottato un piano d’azione per includere considerazioni sul cambiamento climatico nella sua strategia di politica monetaria, con quella che definisce una “ambiziosa roadmap”. Nello specifico, la Bce intende “espandere la sua capacità analitica” sul cambiamento climatico, “includere considerazioni sul cambiamento climatico nelle operazioni di politica monetaria” che riguardano i dati sui bilanci, la valutazione dei rischi, il trattamento degli asset forniti a garanzia della liquidità e gli acquisti di bond aziendali. L’action plan di Francoforte, viene specificato, sarà messo in atto “in linea on i progressi e le iniziative delle politiche Ue”.
“Il cambiamento climatico ha profonde implicazioni per la stabilità dei prezzi tramite il suo impatto sulla struttura e sulle dinamiche congiunturali dell’economia e del sistema finanziario”, ha sottolineato Lagarde, che ha specificato come “oltre a integrare esaustivamente fattori climatici nelle proprie valutazioni di politica monetaria, il Consiglio direttivo adeguerà l’impianto operativo della politica monetaria per quanto riguarda l’informativa, la valutazione del rischio, gli acquisti di attività del settore societario e il sistema della garanzie”.
Ad accompagnare questa serie di novità, ci sarà infine una revisione del modo di comunicare di Francoforte. “Durante la revisione, abbiamo affrontato il tema della comunicazione, anche perché la nostra politica ha effetti diretti sui cittadini dell’Ue. L’ultima revisione, nel 2003, è stata fatta ancora prima che gli smartphone fossero strumenti diffusi”, ha spiegato Lagarde, aggiungendo che nelle prossime settimane verranno diffusi dettagli più precisi, ma che in generale gli statement dopo le riunioni di politica monetaria saranno “più coincisi, più basati sulla narrativa e in un inglese più semplice” e che ci saranno più eventi e materiali informativi visivi per raggiungere i cittadini.
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