I gestori puntano su investment grade di qualità per la diversificazione e su un high yield selezionato per cogliere opportunità di rendimento in un contesto ancora favorevole
Flavio Carpenzano, Investment Director Fixed Income in Europa ed Asia di Capital Group
Dalle tensioni geopolitiche alle decisioni sui tassi di interesse, lo scenario attuale è ricco di incognite, ma conserva opportunità interessanti per i corporate bond. È questa l’opinione diffusa tra i money manager, i quali sottolineano le potenzialità di questa asset class anche in ottica di diversificazione contro la volatilità azionaria. Flavio Carpenzano, investment director Fixed Income di Capital Group, sottolinea che il segmento investment grade rimane ben sostenuto da rendimenti iniziali elevati, fondamentali solidi e offerta netta contenuta, mentre nel segmento high yield permangono forti differenze di rendimento tra emittenti con il medesimo rating. “All’interno dell’investment grade, riteniamo interessanti le banche europee periferiche e le utility elettriche statunitensi, insieme ai principali emittenti tecnologici. All’interno dell’high yield, privilegiamo un’allocazione difensiva alla luce degli spread storicamente ridotti, con una preferenza per titoli con rating creditizio BB che presentano rendimenti corretti per il rischio più elevati rispetto ad altri segmenti di credito”.
Carpenzano evidenzia che i tassi di default societari sono inferiori alle medie storiche di lungo termine e le aspettative di base per l’anno in corso sono contenute. “Tuttavia, i fattori chiave che potrebbero determinare un’inversione di tendenza sono l’andamento dei dazi e il loro trasferimento sui margini, le divergenze delle politiche economiche tra USA ed Europa e le dinamiche di rifinanziamento in un contesto di spread ridotti”. Carpenzano ricorda che “un rallentamento più marcato, pressioni sostenute sui costi dei fattori produttivi o un cambiamento delle dinamiche tecniche di mercato potrebbero spingere al rialzo i downgrade e le insolvenze rispetto agli attuali livelli di partenza favorevoli”. Anche se, aggiunge, “è importante sottolineare che il rischio di recessione non costituisce il nostro scenario di base poiché riteniamo che la crescita stia rallentando ma rimanga positiva e resiliente, a supporto dei fondamentali societari”. Per Carpenzano, le obbligazioni societarie possono garantire i rendimenti attesi tramite il carry, offrendo al contempo diversificazione contro la volatilità azionaria, in particolare quella investment grade. “Un portafoglio corporate orientato alla qualità e diversificato a livello globale, integrato da un posizionamento selettivo e difensivo sulla curva, è adeguato alla fase attuale”.
Investment grade europeo al top
Charudatta Shende, head of Client Portfolio Management Fixed Income e Fixed Income strategist di Candriam
Charudatta Shende, head of Client Portfolio Management Fixed Income e Fixed Income strategist di Candriam, evidenzia come a fronte di una crescita che rallenta ma prosegue e le banche centrali che allentano la politica monetaria, l’orientamento è a conservare “una posizione costruttiva sul credito”, anche se considerato “più come un asset di carry o selezione che dal punto di vista della compressione degli spread”. In particolare, prosegue, “manteniamo un sovrappeso di base nell’investment grade in euro, dove i rendimenti complessivi rimangono interessanti e le valutazioni sono ancora migliori rispetto all’investment grade in dollari una volta coperto il rischio di cambio. Preferiamo scadenze intermedie ed emittenti che operano a livello globale”, aggiunge. La view è positiva anche sull’high yield globale con rating BB. Per Shende, resta inoltre fondamentale la selezione degli emittenti. “Preferiamo settori difensivi e non ciclici come le telecomunicazioni, le utility, il packaging, la sanità e i beni di consumo di qualità, concentrandoci anche su emittenti grandi e diversificati con potere di determinazione dei prezzi nel segmento BBB/BB”. Nel settore finanziario, aggiunge, “abbiamo una posizione selettiva sui titoli AT1, dove gli spread sono ridotti, ma i coefficienti patrimoniali più solidi, e dove la migliore qualità degli asset e un contesto normativo più favorevole rendono il carry interessante”. In questo scenario, le aspettative di default restano ancora favorevoli, ma il trend è leggermente in aumento…
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