Giappone, Takaichi stravince: occhi dei mercati su yen e debito
La premier potrà ora mettere in pratica il suo programma di stimoli e tagli fiscali. Per i gestori l’azionario ne beneficerà, ma valuta e titoli di Stato porrebbero risentirne
La premier potrà ora mettere in pratica il suo programma di stimoli e tagli fiscali. Per i gestori l’azionario ne beneficerà, ma valuta e titoli di Stato porrebbero risentirne
La corsa alle urne voluta riaccende il “Takaichi trade”, ma gran parte delle attese è già nei prezzi. Con azioni ai massimi, valuta sotto pressione e nuovi stimoli fiscali sul tavolo, il nodo per gli investitori si sposta altrove. Dalla BoJ ai rendimenti e a possibili effetti a catena sui mercati globali, ecco l’orizzonte tratteggiato dai gestori
Politiche pro-crescita, riforma della corporate governance e normalizzazione monetaria stanno rendendo il Nikkei meno legato allo yen debole e più ancorato ai fondamentali interni. Un cambio che, per Emily Badger di Man Group, è strutturale. Dalla selezione alle logiche contraria, la sua ricetta azionaria per cavalcarlo
Secondo i gestori quella di Takaichi è una “scommessa audace”. Che può avere molte ripercussioni, dallo yen alla BoJ. E creare numerose opportunità nell’azionario
Il costo del denaro resta allo 0,50% mentre parte la vendita graduale di Etf e Reit. Ueda si tiene le mani libere, ma per i mercati la stretta è vicina. I gestori: è il momento di rivalutare il Giappone
Il neo primo ministro è da sempre accanito sostenitore della normalizzazione monetaria. Vontobel prevede un aumento della volatilità per l’azionario nipponico e un possibile apprezzamento dello yen
Per la banca giapponese e quella britannica tutte le opzioni sono ancora sul tavolo. Dall’istituto USA gli investitori non si aspettano sorprese ma cercano indicazioni per settembre (e oltre)
Dopo mesi di prezzi sull'ottovolante, il Regno Unito ha finalmente di che sorridere. Nel mese di maggio, l'inflazione del Paese ha infatti battuto le aspettative degli analisti sotto ogni profilo: mensile, perchè è salita dello 0,3% contro lo 0,4% atteso, ma anche annuale, perchè è scesa al 2% dal 2,3% della precedente rilevazione e si è così allineata per la prima volta all'obiettivo della Bank of England. Una sorpresa che, secondo i gestori, potrebbe portare il board a considerare l'ipotesi di un taglio già in agosto proprio alla vigilia della riunione in cui il board dovrà decidere quando abbassare così il costo del denaro dall’attuale 5,25%.
L’istituto nipponico ha deciso di non cambiare la propria linea accomodante e lasciare il costo del denaro allo 0%-0,1%. Ma con una postilla: a luglio potrebbe iniziare a ridurre l’acquisto di bond
Per la prima volta in 17 anni, la banca centrale del Giappone alza il costo del denaro e lo porta allo 0%. Stop anche al controllo della curva dei rendimenti. Ma per gli analisti non è il primo atto di un ciclo di inasprimento
